United_states_real_estate

Immobiliare USA in arretramento.

Da sempre sosteniamo che i dati macroeconomici del settore immobiliare USA difficilmente sono in grado di influenzare i mercati nel breve termine.

Quando però i dati negativi, oltre a deludere le aspettative, si ripetono ed incominciano ad assomigliare a un trend, è necessario fare qualche valutazione critica.

Negli ultimi sei mesi per ben 4 volte i dati del settore immobiliare americano hanno fatto peggio delle attese.

Il valore pubblicato di 5.27 milioni di unità vendute rimane un numero di tutto rispetto in termini assoluti, ma viene poi trascinato verso il basso da quel -1.7% vs lo -0.2% atteso e soprattutto versus il +2.9% precedente.

Conforta la tenuta a livello di prezzi ma rimane comunque più di qualche dubbio sulla tenuta del trend del mattone americano. D’altronde la politica restrittiva di Trump alle frontiere qualche effetto lo deve pure fare sentire.

Le sole Green Card anche in passato da sole non sono bastate…

Da sempre le dinamiche demografiche interne agli USA sono fortemente sostenute dai flussi di immigrazione. E da qui parte la domanda immobiliare necessaria al sistema.

Sub-prime: l’epicentro di una crisi epica dell’immobiliare USA e globale

Continuare a voltarsi indietro non aiuta certo a vivere al meglio il presente tenendo anche un occhio verso il futuro. Evitare però di prendere dovuta nota dei grandi eventi del passato può rivelarsi grave errore per chi opera sui mercati.

E tutti sanno che il grande crollo delle Borse di circa 10 anni fa nacque proprio dai sub-prime, ovvero i mutui immobiliari insoluti.

Ora non si rilevano elementi in comune.

Specie in America la FED è stata molto drastica nel limitare le attività delle banche nella cartolarizzazione dei crediti. Cosa avvenuta in modo selvaggio e con utilizzo di leve ripetute nel decennio scorso. Dunque non si rilevano avvisaglie per il ripetersi di un simile cataclisma.

Sarà comunque necessario non sottovalutare l’evoluzione di questi dati immobiliari.